La mia casa non si vende. Sarà il prezzo?

La tua casa non si vende? Scopri perché il prezzo non è sempre il vero problema e cosa vedono davvero gli acquirenti durante una visita.

Casa invenduta? Oggi lascio parlare gli acquirenti.

C’è una domanda che mi fanno continuamente.

“Secondo te dovrei abbassare il prezzo?”

Quasi sempre rispondo con un’altra domanda.

“Prima dimmi una cosa: sei sicuro che il problema sia davvero il prezzo?”

Perché abbassare il prezzo è facile.

Capire perché una casa non si vende, molto meno.

Oggi, però, voglio fare una cosa diversa.

Per una volta non parlerò io.

Lascerò parlare gli acquirenti.

Perché, credimi, tra quello che un acquirente dice durante una visita… e quello che pensa davvero… c’è un oceano.


Cosa pensa davvero un acquirente (ma non te lo dirà mai)

“Che bello… altre 48 foto del corridoio. La cucina, invece, è un mistero.”

“Se il proprietario mi dice ancora una volta che il bagno è “vintage”, giuro che esco.”

“Ha detto: «Serve solo una rinfrescata». Tradotto: preparo il mutuo… e poi un altro mutuo.”

“Interessante… sono entrato da tre minuti e mi ha già raccontato dove ha fatto la Prima Comunione suo figlio.”

“Se per arrivare alla finestra devo fare lo slalom tra i mobili, come faccio a immaginare gli spazi?”

“Ogni stanza ha un colore diverso. È una casa o un campionario di vernici?”

“La frase «Questa cucina è costata 30.000 euro» mi interessa quanto sapere quanto è costata la tua macchina. Io sto comprando una casa, non i tuoi ricordi.”

“Appena entro sento: «Scusi il disordine…». Tranquillo, l’avevo già notato.”

“Questa casa ha un grande potenziale. Peccato che, per trovarlo, serva una guida turistica.”

Percezione dell'acquirente

Fa sorridere.

Lo so.

Ma il bello è che, nella maggior parte dei casi, questi pensieri sono reali.

E sono proprio quelli che, pochi minuti dopo, diventano una proposta al ribasso.


Le traduzioni simultanee dell’acquirente

Il proprietario dice:

“È tutto originale.”

L’acquirente pensa:

“È tutto da rifare.”


Il proprietario dice:

“Ci vuole solo una tinteggiata.”

L’acquirente pensa:

“Se dice così, chissà cos’altro minimizza…”


Il proprietario dice:

“È una casa vissuta.”

L’acquirente pensa:

“Sì… forse un po’ troppo.”


Il proprietario dice:

“Non fate caso al disordine.”

L’acquirente pensa:

“Peccato, perché è la prima cosa che vedo.”


Il proprietario dice:

“Il prezzo è trattabile.”

L’acquirente pensa:

“Ottimo. Allora parto da molto meno.”


Il proprietario dice:

“Qui c’è tanto potenziale.”

L’acquirente pensa:

“Il potenziale lo vedo… il preventivo anche.”


La famosa calcolatrice invisibile

Casa da vendere cucina da valorizzare

L’acquirente entra.

Sorride.

Guarda il soggiorno.

Poi il bagno.

Poi la cucina.

E senza accorgersene accende la famosa calcolatrice invisibile.

“Il bagno?”

Diecimila euro.

“Gli infissi?”

Altri soldi.

“I pavimenti?”

Vediamo…

“La cucina?”

Forse la rifaccio.

Alla fine non sta più guardando la casa.

Sta facendo un preventivo.

E il problema è proprio questo.

Ogni difetto percepito diventa un costo.

Ogni costo diventa una trattativa.

Ogni trattativa diventa una richiesta di sconto.


Il problema non è il prezzo. È quello che il prezzo racconta.

Molti proprietari pensano che abbassando il prezzo la casa diventi automaticamente più interessante.

A volte succede.

Molto più spesso, però, succede il contrario.

Perché chi compra si fa una domanda.

“Se è già stata ribassata due volte… cosa c’è che non va?”

E da quel momento il prezzo non è più solo un numero.

Diventa un messaggio.

Comunica urgenza.

Dubbi.

Margine di trattativa.

Per questo il prezzo, da solo, raramente risolve il problema.

Se la casa continua a trasmettere le stesse sensazioni, continuerà ad attirare gli stessi dubbi.


“Ma l’agenzia mi ha detto che vale…”

Questa frase la sento spesso.

E qui voglio essere molto chiara.

Ci sono professionisti che fanno valutazioni estremamente accurate.

Ma può capitare che, per conquistare un incarico, una valutazione sia più ottimistica del reale andamento del mercato.

Il proprietario è contento.

Firma.

L’immobile entra sul mercato.

Passano tre mesi.

Nessuna proposta.

Si ribassa.

Passano altri mesi.

Nuovo ribasso.

E a quel punto succede qualcosa di cui si parla troppo poco.

La casa non è più semplicemente in vendita.

Diventa “quella casa che è online da mesi”.

E il mercato è spietato.

Se vede un immobile fermo troppo a lungo, inizia a chiedersi cosa non vada.

Anche quando, in realtà, non c’è nulla che non va.


Il costo di una casa che non si vende

Quando si parla di vendita si guarda sempre il prezzo.

Quasi mai il costo dell’attesa.

Ogni mese che passa costa.

Costa in spese.

Costa in tempo.

Costa in occasioni perse.

E spesso costa anche in credibilità.

Perché un immobile fermo troppo a lungo smette di essere “nuovo sul mercato”.

Diventa quello che tutti hanno già visto.

E quando arriva il primo ribasso…

…quasi sempre ne arrivano altri.

La vera domanda, allora, è un’altra.

La casa era davvero pronta per essere venduta?


Forse adesso capisci perché comunico così

Ogni tanto qualcuno mi scrive:

“Claudia, sei troppo diretta.”

Può darsi.

Ma c’è un motivo.

Il mio lavoro non è essere l’amica del proprietario.

Il mio lavoro è essere quella figura un po’ scomoda che dice ad alta voce quello che spesso gli acquirenti pensano… ma non dicono.

E che, molte volte, nemmeno l’agente immobiliare può permettersi di dire con la stessa schiettezza.

Non perché non lo sappia.

Ma perché deve mantenere un equilibrio delicato tra chi vende e chi compra.

Io, invece, entro in gioco con un ruolo diverso.

Il mio obiettivo non è convincerti che la tua casa sia perfetta.

È aiutarti a capire come la vede il mercato.

E sono due cose completamente diverse.

No, non preoccuparti.

Quando entro in casa tua non dirò mai:

“Questa casa fa schifo.”

Anche perché, nella maggior parte dei casi, non è vero.

Ogni casa ha qualcosa da raccontare.

Il problema è che, a volte, racconta la storia sbagliata.

Con i proprietari uso tatto.

Ascolto.

Spiego.

Propongo soluzioni.

Qui, invece, mi concedo un lusso.

Scrivere senza peli sulla lingua.

Perché questo Journal non serve a compiacere nessuno.

Serve a raccontare il mercato per quello che è.

Anche quando è scomodo.

Per fare questo lavoro non mi sono limitata all’Home Staging.

Ho studiato marketing, psicologia dei consumi, interior design e mercato immobiliare. Ho conseguito il patentino di agente immobiliare e, negli anni, ho imparato moltissimo anche lavorando a fianco di mio fratello, muratore e cartongessista, e di mio padre, elettricista. In cantiere ho capito che basta spostare una parete, cambiare una luce o ripensare uno spazio per trasformare completamente la percezione di un ambiente.

Ed è lì che ho imparato una delle lezioni più importanti.

Le persone non acquistano una casa.

Acquistano l’idea della vita che immaginano di viverci.

Per questo il proprietario vede ricordi.

L’acquirente vede possibilità.

Il proprietario vede gli anni trascorsi.

L’acquirente vede quelli che verranno.

Io provo semplicemente a fare da traduttrice tra questi due mondi.

Perché qualcuno, ogni tanto, deve avere il coraggio di dire quello che il mercato sta già dicendo.

Prima che lo dica con mesi di attesa…

o con l’ennesimo ribasso.


Una riflessione prima di salutarci

Se sei arrivato fin qui, forse una cosa è diventata chiara.

Questo articolo non parlava del prezzo.

Parlava della percezione del valore.

Perché una casa non si vende quando il proprietario è convinto del suo valore.

Si vende quando quel valore riesce ad arrivare anche a chi entra dalla porta per la prima volta.


☕ Il caffè con Claudia

Oggi abbiamo lasciato parlare gli acquirenti.

Nel prossimo articolo cambieremo prospettiva.

Perché anche chi vende ha le sue ragioni.

E, credimi…

anche gli acquirenti hanno parecchi difetti.


🎯 La stoccata

Il valore di una casa lo stabilisce il mercato.

La percezione del suo valore dipende da come scegli di presentarla.


P.S.

Se questo articolo ti ha fatto guardare un immobile con occhi diversi…

allora ha già raggiunto il suo obiettivo.

Che tu sia un proprietario, un acquirente, un agente immobiliare, un investitore, un costruttore o una collega.

Perché il mercato cambia.

Ma ancora prima cambia il nostro modo di osservarlo.


Non vendo case.

Le preparo per vendersi.

Nos vemos por aquí.

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